THE WALL BALL

Il promotore della paretina THE WALL è il Mister Carmine Servidio
elaboratore delle tecniche di allenamento.
Grazie a tale prodotto si è in grado di compiere un allenamento che porta
ad analizzare le potenzialità dell’allievo ovvero tecnica, esecuzione, forza
mentale, passione e autostima. Il lavoro svolto sull’allievo diventa quindi
analitico, e porta successivamente alla correzione di eventuali posture
sbagliate, gesti tecnici errati, e apporta miglioramenti al coordinamento
psico-motorio.
La paretina inclinabile the wall è un dispositivo innovativo legato alle
tecniche calcistiche dei bambini, degli adolescenti, e affinamento per gli
adulti.
Questa nuova tipologia di allenamento analitica, fa si che vengano
simulate delle vere e propria situazione calcistica che si creano in partita
con molta frequenza.
Inoltre, va specificato che, questa innovazione va ad integrarsi in circuiti
di allenamento già predisposti.
Grazie ad un team di allenatori qualificati e all’utilizzo di strumenti
originali, THE WALL è un modello unico al mondo di allenamento che
unisce la TECNICA al COACHING.

L’ Importanza dell’Allenamento Analitico Situazionale per la “RIABILITAZIONE”


Premessa


La metodologia di allenamento analitico situazionale secondo una mia riflessione è importante per un recupero post infortunio perché dopo un intervento chirurgico, la fisioterapia e recupero muscolare il calciatore deve riprendere la forma fisica effettuando corsa, affondi, cambi di direzione ed infine rimane l’ultimo step fondamentale quello di acquisire dimestichezza con il  pallone e di conseguenza ridare autostima ad esso.


Primo step

– Si intende conclusa l’attività di fisioterapia riabilitativa subentra il lavoro di aerobica con intensità medio-bassa, esercizi per la propriocettività e stretching. Le esercitazioni per la propriocettività inizialmente devono essere semplici e composte comunque di posizioni molto varie; per attività aerobica si intende la corsa (ricordiamo che la riabilitazione è terminata, quindi il giocatore, in linea teorica, può correre) a meno di parere contrario da parte di chi ha effettuato la riabilitazione.
Lo stretching in questa fase è particolarmente importante, per cui il giocatore deve apprendere in maniera corretta le varie posizioni e le modalità di esecuzione.


Secondo step

– Attività aerobica di varia intensità, esercizi per la propriocettività, stretching e potenziamento muscolare specifico. La corsa (attività aerobica) deve comprendere velocità diverse che rientrano comunque in ambito aerobico (cioè il respiro non deve mai essere troppo affannato). Si incrementano le difficoltà degli esercizi propriocettivi e si introducono le esercitazioni per lo sviluppo della muscolatura specifica; in alcuni protocolli riabilitativi (cioè nella fase precedente al primo step) vengono già introdotti mezzi per la muscolazione (compreso l’elettrostimolatore), ma solitamente hanno lo scopo principale di far riacquistare il tono muscolare e stabilizzare le articolazioni. In questo step invece, lo scopo principale del potenziamento è quello di prevenire l’insorgenza di recidive (in altre parole sui lavora sulla resistenza muscolare locale); anche senza la possibilità di aver dei pesi a disposizione si può effettuare un percorso di potenziamento sufficientemente corretto.


Terzo Step

– Allenamenti Analitici Situazionali (con i vari attrezzi The Wall e Forca), alternati con Corsa ad intensità aerobica, inoltre potrà svolgere l’allenamento con i compagni evitando comunque le partite (anche quelle in allenamento) e le esercitazioni più intense. Iniziando per le prime due settimane con esercizi analitici acquisendo il tatto con la palla e il piede, migliorando gradatamente la precisione nel calciare il pallone. Nei successivi allenamenti si effettueranno vari tipi di stop, colpi di testa e infine progressioni con controllo aereo della palla con successivi tiri in porta al volo. Nell’ultimo allenamento settimanale per ottimizzare il lavoro in funzione della gara, anche le esercitazioni tecniche saranno strutturate su alti livelli d’intensità. Per questo motivo saranno strutturate in sinergia con il lavoro atletico (rapidità e reattività). Le principali indicazioni metodologiche da tenere in considerazione saranno le seguenti:

1- le esercitazioni tecniche dovranno essere svolte tutte a grandissima intensità
2- fare in modo che ci sia sempre la max attenzione e concentrazione possibile
3- la velocità esecutiva dovrà essere sempre più alta o per lo meno uguale a quella richiesta nel corso della gara, dato che nei centri cerebrali della coordinazione la velocità è un fattore molto importante.
Gli esercizi Analitici Situazionali consentono al giocatore di acquisire autostima, miglioramento della tecnica individuale ed acquisire gestualità che durante una partita di calcio accadono, le giuste condizioni psicofisiche per il recupero completo del giocatore.


Considerazioni importanti

Il protocollo esposto ha valenza principalmente generale; alcuni tipi di infortuni possono richiedere varianti e/o assistenza in alcune fasi; è opportuno chiedere sempre prima a chi ha effettuato la riabilitazione. In altre parole, più lungo è il periodo di stop, maggiore deve essere il tempo dedicato ai primi 2 step.
Nel terzo step ha valenza primaria la memoria muscolare che viene sollecitata con l’alternanza delle molteplice esercitazioni analitiche situazionali.
In conclusione con l’allenamento analitico e analitico situazionale comporta un miglioramento dei seguenti parametri:

Progressione
Velocità
Forza
Precisione
Coordinazione
Gesto Tecnico
Autostima

Per un Calciatore sono dei requisiti fondamentali, che ottimizzano l’inserimento nel collettivo di una squadra.